I SACERDOTI

don Sanzio Tasini e Mons. Fiorenzo Facchini

IL DIACONO

diac. Demetrio Montanari

GLI ACCOLITI

Federico Salgò                                             Andrea Lanfranchi

Il ministero dell’accolitato promuove nella Chiesa il servizio legato all’Eucaristia, perché il dono d’amore del Signore Gesù sia ricevuto, adorato, amato da tutti, nel miglior modo possibile e si annunci nella carità la potenza del pane del cielo. Insieme con la benedizione dell’Arcivescovo, hanno ricevuto anche il pane e il vino per la S. Messa, dono dei fedeli per il sacrificio eucaristico, perché aiutino ad apparecchiare l’altare e facilitino a tutti l’esperienza di sentirsi figli attesi e amati da Dio.

Essi, nell’assemblea liturgica si accostano al sacerdote e al diacono per aiutarli, come pure all’altare per il buon svolgimento della celebrazione. Saranno anche coinvolti nella distribuzione dell’Eucaristia in forma straordinaria. Fuori della celebrazione, in maniera stabile e a nome della Chiesa, accompagneranno i frutti di carità, di inclusione ecclesiale, di consolazione, di spiritualità che l’Eucaristia porta con sé, nell’animazione delle opere di misericordia, nella visita e nella comunione ai malati e alle persone isolate, nella promozione della catechesi e della preghiera in generale e, nello specifico, del culto eucaristico

 

 

I MINISTRANTI

“Ministrante” è chi serve all’altare durante le celebrazioni liturgiche e con la sua presenza può aiutare i suoi amici e gli altri fedeli a vivere sempre meglio la liturgia e la propria fede cristiana.

“I ministranti sono una candida schiera che serve Dio all’altare nei fratelli. Essi sono una scuola in cui ci si allena a diventare uomini veri che hanno scoperto il progetto di Dio nella loro vita. Preghiera, esempio e apostolato sono i tre impegni principali di un ragazzo che ha scelto di mettere Dio al primo posto nel servizio all’altare e nei fratelli, tre impegni che fanno crescere sempre più e donano la gioia vera.” (Papa Giovanni XXIII, 1 agosto 1962)

Il gruppo ministranti della parrocchia è formato da alcuni ragazzi che in modo costante prestano il loro servizio insieme ai bimbi delle classi 3^, 4^ e 5^ elementare che stanno

facendo catechismo. Coordinatore del servizio, instancabile e preciso, è il piccolo grande Davide.

Il ministrante insieme a tutti gli altri ministri svolge un servizio di aiuto al celebrante per rendere l’azione liturgica più scorrevole e senza intoppi.

Il ministrante occupa un posto privilegiato nelle celebrazioni liturgiche. Chi serve la Messa, si presenta a una comunità, è il front-man della parrocchia.

Ci teniamo a sottolineare che chiunque può iniziare a servire Messa: maschi e femmine, bambini, giovani e adulti.

Cerchiamo sempre qualcuno che, con responsabilità, si prenda questo impegno al fine di poter rendere il servizio sempre più decoroso ed arricchente per la comunità. Pertanto speriamo che tra i bambini di catechismo che collaborano e si appassionano ci possa essere qualcuno che possa mantenere un servizio continuativo.

Per coloro che desiderassero iniziare a servire la Messa chiediamo di venire almeno 15 minuti prima dell’inizio della celebrazione in sacrestia.

L’intera parrocchia è grata a tutti coloro che decideranno di arricchire l’altare con la loro presenza e il loro impegno.

Prima dell’inizio della celebrazione comunitaria domenicale i ministri e i ministranti insieme pregano insieme dicendo:

Andrea Lanfranchi

 

Patrono dei ministranti: San Tarcisio

Il Papa ai ministranti:

«Il vostro impegno all’altare non è solo un dovere, ma un grande onore, un autentico servizio santo. Voi ministranti siete chiamati in particolare a essere giovani amici di Gesù. Impegnatevi ad approfondire e a coltivare questa amicizia con Lui. Scoprirete di aver trovato in Gesù un vero amico per la vita! Spesso il ministrante tiene in mano una candela. Come non pensare a ciò che disse Gesù nel Discorso della Montagna: «Voi siete la luce del  mondo» (Mt 5,14). Il vostra servizio non può limitarsi all’interno di una chiesa. Esso deve irradiarsi nella vita di ogni giorno: nella scuola, nella famiglia e nei diversi ambiti della società. Poiché chi vuole servire Gesù Cristo all’interno di una chiesa deve essere suo testimone dappertutto. Cari giovani! I vostri coetanei aspettano la vera «luce dei mondo» (Gv 1,9). Non tenete il vostro candeliere soltanto all’interno della chiesa, ma portate la fiaccola del Vangelo a tutti coloro che sono nelle tenebre e vivono un momento difficile della loro esistenza. Ho parlato dell’amicizia con Gesù. Come sarei contento se da questa amicizia scaturisse qualcosa di più! Come sarebbe bello se qualcuno di voi potesse scoprire la vocazione al sacerdozio! Gesù Cristo ha un urgente bisogno di giovani che si mettano a sua disposizione con generosità e senza riserve. Anche per coloro che vorranno unirsi in matrimonio, il servizio da ministrante insegna che un’autentica unione deve sempre includere la disponibilità al servizio reciproco e alla gratuità». (Papa Giovanni Paolo II)

«Care e cari ministranti, servite con generosità Gesù presente nell’Eucaristia. E’ un compito importante, che vi permette di essere particolarmente vicini al Signore e di crescere in un’amicizia vera e profonda con Lui. Custodite gelosamente questa amicizia nel vostro cuore come san Tarcisio, pronti ad impegnarvi, a lottare e a dare la vita perché Gesù giunga a tutti gli uomini. Anche voi comunicate ai vostri coetanei il dono di questa amicizia, con gioia, con entusiasmo, senza paura, affinché possano sentire che voi conoscete questo Mistero, che è vero e che lo amate! Ogni volta che vi accostate all’altare, avete la fortuna di assistere al grande gesto di amore di Dio, che continua a volersi donare a ciascuno di noi, ad esserci vicino, ad aiutarci, a darci forza per vivere bene. Con la consacrazione – voi lo sapete – quel piccolo pezzo di pane diventa Corpo di Cristo, quel vino diventa Sangue di Cristo. Siete fortunati a poter vivere da vicino questo indicibile mistero! Svolgete con amore, con devozione e con fedeltà il vostro compito di ministranti; non entrate in chiesa per la Celebrazione con superficialità, ma preparatevi interiormente alla Santa Messa! Aiutando i vostri sacerdoti nel servizio all’altare contribuite a rendere Gesù più vicino, in modo che le persone possano sentire e rendersi conto maggiormente: Lui è qui; voi collaborate affinché Egli possa essere più presente nel mondo, nella vita di ogni giorno, nella Chiesa e in ogni luogo. Cari amici! Voi prestate a Gesù le vostre mani, i vostri pensieri, il vostro tempo. Egli non mancherà di ricompensarvi, donandovi la gioia vera e facendovi sentire dove è la felicità più piena. San Tarcisio ci ha mostrato che l’amore ci può portare perfino al dono della vita per un bene autentico, per il vero bene, per il Signore. A noi probabilmente non è richiesto il martirio, ma Gesù ci domanda la fedeltà nelle piccole cose, il raccoglimento interiore, la partecipazione interiore, la nostra fede e lo sforzo di mantenere presente questo tesoro nella vita di ogni giorno» (Papa Benedetto XVI).

«Avete scelto di essere ministranti, e vorrei ringraziarvi di cuore per gli sforzi, e a volte le rinunce, che accettate per dedicarvi a questo impegno di ministranti, mentre molti altri vostri amici preferiscono dormire la domenica mattina, o fare sport… Tu non immagini quanto puoi essere un modello, un punto di riferimento per tanti giovani della tua età. E puoi davvero essere orgoglioso di quello che fai. Non vergognarti di servire l’Altare, anche se sei solo, anche se stai crescendo. È un onore servire Gesù quando dona la sua vita per noi nell’Eucaristia. …. Voi sapete che Gesù è presente nelle persone dei fratelli che incontriamo. Dopo aver servito Gesù alla Messa, Egli vi manda a servirlo nelle persone che incontrate durante la giornata, soprattutto se sono povere e svantaggiate, perché Lui è in modo particolare unito a loro. Forse voi avete degli amici che abitano in quartieri difficili o che affrontano grandi sofferenze, anche dipendenze; conoscete giovani che sono sradicati, migranti o rifugiati. Vi esorto ad accoglierli generosamente, a farli uscire dalla loro solitudine e a fare amicizia con loro.». (Papa Francesco)