La Parola domenicale (IV Domenica Ordinario/A) commentata da Mons Fiorenzo Facchini

29 gennaio 2023

IV Domenica Ordinario/A

QUI la Liturgia del giorno

(Sof 2,3: 3,12-13; I Cor 1, 26-31; Mt 5, 1-12)

Le scelte di Dio

Le letture della Messa di oggi fanno pensare quanto sia lontana dalla sapienza di Dio la mentalità mondana che punta sulla forza, sui mezzi umani, sulla scienza, sul potere, sul denaro, sul successo, sulla risonanza pubblica, una mentalità che a volte in modo sottile, altre volte in modo palese inquina la vita della comunità cristiana. La Chiesa che vogliamo è la Chiesa dei poveri di cui parlano la prima lettura e la prima beatitudine enunciata da Gesù?

“Dio ha scelto ciò che è stolto per il mondo per confondere i sapienti, quello che è debole per confondere i forti…” ci ricorda l’apostolo Paolo nella seconda lettura.

Le nostre scelte quanto corrispondono o sono in consonanza con le scelte di Dio?

Certamente la Chiesa ha bisogno di mezzi e risorse umane, ma la loro funzione deve rimanere strumentale e finalizzata alla evangelizzazione. L’organizzazione è importante, ma deve conservare un valore strumentale, non può diventare più importante dell’annuncio cristiano. Le persone hanno bisogno della fede e della speranza che vengono dall’annuncio del Vangelo

Le beatitudini enunciate da Gesù

Ritorna oggi il vangelo delle beatitudini enunciate da Gesù e riportate da Matteo in forma più elaborata e completa rispetto alla versione di Luca, che appare essenziale e stringata. Esse delineano l’identità del discepolo del Signore  che è chiamato a specchiarsi sull’esempio di Gesù stesso nelle diverse circostanze della vita in cui ci si può trovare.

Alcune situazioni (sofferenze, persecuzioni…) sono imposte dall’esterno, altre corrispondono a scelte di chi vuol essere discepolo di Gesù, scelte che restano sempre molto distanti dall’esempio e dall’insegnamento di Gesù.

Nelle beatitudini non è delineato il rapporto personale con Dio, ad esempio, nella preghiera, ma il rapporto con gli altri, con il prossimo nelle diverse situazioni di vita in cui ci si può trovare (beati i miti…., beati gli operatori di pace…, beati i misericordiosi… beati quelli che hanno fame e sete della giustizia…, beati i puri di cuore…., beati perseguitati per la giustizia….).

Le beatitudini non sono un campo privilegiato in cui entrano solo i chiamati con una particolare vocazione. Esse sono un programma per tutti nelle diverse situazioni in cui ci si può trovare per le circostanze o sono connesse con la chiamata e la scelta di vita di ciascuno.

Le beatitudini costituiscono un programma di vita per il discepolo del Signore, per ciascuno di noi, in qualunque situazione di vita ci troviamo. Non sono riservate alle persone che fanno una scelta di vita religiosa consacrata.

La pratica delle beatitudini nelle situazioni di vita che corrispondono alla volontà di Dio è il modo con cui vivere la fede nelle diverse circostanze.

Esse  vanno viste come la carta di identità del cristiano, di ogni cristiano, un modo con cui vivere il Vangelo.

(don Fiorenzo Facchini)

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