La Parola domenicale (SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO) commentata da Mons Fiorenzo Facchini

2 giugno 2024

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

(Es 23, 3-8; Eb 9, 11-15; Mc 14, 12-16;   22-26)

 

Senso religioso e sacrificio

Nella storia delle religioni il sacrificio di animali alla divinità ha rappresentato una modalità di culto verso la divinità a cui si offre qualcosa di cui ci si priva. Nell’Antica Alleanza, secondo la legge mosaica,  il sacrificio di animali era l’espressione più alta del culto. Gesù non ha rifiutato di partecipare a espressioni esteriori di culto, nelle sinagoghe e nel tempio di Gerusalemme, annunciando però che “ i genuini adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità” (Giov 4, 23), lasciando intendere  un superamento degli aspetti materiali sacrificali del culto. Nello stesso tempo Gesù riconosce alla sua morte sulla croce  un carattere sacrificale: la sua coincidenza con l’immolazione dell’agnello pasquale era certamente significativa, come ha notato l’evangelista Giovanni (Giov 19,14). Il carattere espiatorio della morte di Gesù sulla croce è bene illustrato nella lettera agli Ebrei.

Il comando dato da Gesù nell’ultima cena ai discepoli: “Fate questo in memoria di me” , con evidente riferimento ai gesti e alle parole della istituzione della Eucaristia, lascia intendere la volontà di Gesù che sia rinnovato nel tempo il gesto da lui compiuto sul pane e sul vino, rendendo attuale, per tutti i tempi, ciò che stava per compiere dopo poche ore con il corpo donato e il sangue versato sulla croce.

Sacrificio e presenza di Gesù nella Eucaristia

Accanto alla memoria del sacrificio di Gesù,  attuata nella Messa,  la Chiesa, in tempi e modi diversi, ha riconosciuto e venerato la presenza di Gesù, conservata nella Eucaristia nelle Chiese coltivando il culto eucaristico. Presenza e sacrificio sono i due aspetti del grande mistero della Eucaristia, evocati dalla Messa e dal culto eucaristico, e resi ufficiali con la festa del Corpus Domini, istituita nel 1264 dal Papa Urbano IV. Nell’anno precedente c’era stato il miracolo di Bolsena e in Belgio da qualche anno si era sviluppato il culto alla Eucaristia. La Messa di oggi è arricchita dal  “Lauda Sion Salvatorem”, una bellissima sequenza composta da Tomaso d’Aquino in cui ritroviamo l’essenza della teologia eucaristica.

Nell’ultimo secolo si è accresciuta l’attenzione alla Eucaristia, prima con San Pio X (pensiamo alla comunione ai bambini), poi con i Congressi eucaristici e con la riscoperta della Messa. L’episcopato del nostro Arcivescovo Giacomo Lercaro è stato segnato da questa riscoperta, confermata dal Concilio Vaticano II.

Il culto eucaristico, come riconoscimento di Gesù nella Eucaristia, ha avuto nella Chiesa cattolica varie espressioni, mai come quelli che meriterebbe. Le processioni eucaristiche (prescritte dal Diritto Canonico in occasione del Corpus Domini) si sono ridotte o scomparse. Non mancano adorazioni eucaristiche promosse da piccoli gruppi. Iniziative che dovrebbero incrementarsi. Ricordo con emozione l’adorazione eucaristica a Medjugorie  con migliaia di persone, in un silenzio tombale, interrotto da qualche canto in sottofondo. L’adorazione eucaristica resta un grande segno nella Chiesa. (don Fiorenzo Facchini)

 

 

 

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