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Alla luce della delicata situazione sanitaria:

DISPOSIZIONI – COMUNICAZIONI – RIFLESSIONI – MATERIALE UTILE

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⇒ RECITA DEL ROSARIO QUOTIDIANO (ore 19,00 con card. Zuppi): streaming sui canali Facebook e Youtube di 12 Porte QUI  

⇒ I MOMENTI DI PREGHIERA TRASMESSI IN TV  li potete trovare QUI

 

Divisorio_grafico_covidALCUNE RIFLESSIONI

don Sanzio

Le restrizioni per contenere il contagio del covid-19 ci costringono a starcene in casa.

Drasticamente vengono annullati non solo i gesti quotidiani (spesso scontati), che ci fanno sperimentare la relazione di comunione con gli altri, ma anche le celebrazioni liturgiche comunitarie: ci è stato chiesto di vivere una “quaresima” davvero straordinaria!

Il numero 40, numero biblico del deserto che ricorda momenti significativi (i 40 giorni di Mosè sul Monte Sinai per ricevere il dono della legge, i 40 anni di prova nel deserto degli ebrei prima di giungere alla terra promessa, i 40 giorni di Gesù “nel deserto tentato da satana” ... ) è diventato per noi quanto mai pregnante soprattutto in questo anno in cui l’epidemia del Corona virus ci porta anche a vivere in “quarantena”!

Mentre il tempo liturgico è racchiuso in “40 giorni” esatti, i giorni invece della “quarantena” (tempo necessario di isolamento per il vaglio e liberazione da un possibile contagio) diversamente da quel che si credeva ai tempi della pesta nera (primi anni del’400) oggi l’isolamento precauzionale per questo virus è purtroppo più lungo di 40 giorni!

E’ certamente un tempo di prova ma noi sappiamo che se è “abitato dal Signore” anche questo diventa un “tempo di grazia:

  1. TEMPO DI SILENZIO e DI DISCERNIMENTO …. TEMPO per fermarci dal nostro correre e dal nostro “fare” e riscoprire il nostro “essere” (anche questo stop del nostro ritmo consueto può essere un’occasione per guadagnare in profondità e per amplificare la nostra modalità di vivere le realtà della nostra vita che spesso viviamo “al galoppo” e con agitazione perdendone il gusto e non crescendo in umanità!) .… TEMPO per riflettere e per leggere il nostro cuore illuminato dalla Parola di Dio. Mi ha sempre colpito come il Card. Martini iniziò il suo ministero pastorale: con una lettera dal titolo “la dimensione contemplativa della vita” e che vi invito a leggere e che trovare QUI
  2. TEMPO DI PREGHIERA e DI ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO …. un occasione per imparare la solitudine di “chi entra in camera sua e prega il Padre suo nel segreto” e imparare anche LA PREGHIERA DI INTERCESSIONE … un occasione per prendere in mano il vangelo e dedicare del tempo per “ruminare la Parola” … un occasione (come già detto) per imparare AD ASCOLTARE DI PIU’ DIO che ci parla continuamente anche nel “libro della natura”, nel “libro delle persone” e nel “libro degli eventi” che accadono nella nostra vita.
  3. TEMPO DI CONVERSIONE .Sì! L’esperienza così difficile di dover far fronte ad una pandemia come quella del Coronavirus ci sta scombussolando: non pensavamo di essere così vulnerabili e così tremendamente fragili. Ci crediamo spesso onnipotenti ed autosufficienti, poi arriva un microscopico microorganismo che ci mette in ginocchio, fa cadere le nostre certezze e fa emergere la nostra debolezza! La “quarantena” che viviamo è un occasione per riflettere di più anche su noi e sulla nostra vita di relazioni con DIO, GLI ALTRI e LA NATURA e a riconoscere le nostre fragilità e il nostro peccato ….. In questo tempo vi invito a leggere tutto il bellissimo e ricchissimo testo dell’esortazione apostolica di Papa Francesco “EVANGELII GAUDIUM” (che trovate QUI) e magari anche l’enciclica “LAUDATO SI’” (che trovate QUI)
  4. TEMPO PER RISCOPRIRE LA REALTA’ DI UN DIO CHE STA AL NOSTRO PASSO MA NON CI LASCIA SOLI  … TEMPO IN CUI NON DEVE VENIR MENO QUELLO SGUARDO PASQUALE che sà vedere il male nella luce vittoriosa di Dio, quello sguardo pasquale che sà vedere in questo periodo confuso e minaccioso anche i semi di tanti elementi preziosi di bellezza e di speranza che stanno crescendo.

Non vanifichiamo dunque questo “tempo di prova e di Grazia”!

E’ vero che ci manca tanto il celebrare insieme tuttavia credo che anche questa esperienza di privazione segnerà la nostra vita di credenti e non necessariamente, come alcuni temono, in peggio. Tutto dipende da noi e da come in questo “tempo di prove e di pausa” lasceremo agire lo Spirito: con Lui anche questo tempo può diventare un tempo di gestazione di Vita nuova

Dal vangelo della guarigione del cieco nato di questa quarta domenica di quaresima impariamo a scoprire nella nostra vita la presenza di Gesù che vuole ed è capace di dare luce ai nostri occhi: smettiamola di vedere il buio, iniziamo a scrutare dove si nasconde la luce e aiutiamo gli altri a fare lo stesso!

mons. Fiorenzo Facchini

IV TAPPA QUARESIMALE: “Io sono la luce del mondo”  (in una “letizia” dimezzata)

La vita è un misto di luce e di tenebre. Il momento che viviamo in questa domenica “Laetare” è segnato più da tenebre che da luce. Anche il coronavirus ha oscurato molti momenti della vita individuale e sociale. Esso si aggiunge a un oscuramento di valori che oggi  si riscontra.

Il futuro a cui pensiamo dopo la pandemia non sembra luminoso e roseo, ma carico di incertezze, di problemi… In questo momento sentiamo più forte il bisogno di luce. Chiamati a “comportarci come figli della luce”, come ci ricorda l’apostolo Paolo nella seconda lettura, dobbiamo ricevere la luce, essere illuminati da chi può illuminare,  da Gesù Cristo,  “luce del mondo”

Quando portano a Gesù un uomo cieco fin dalla nascita chiedendogli chi aveva peccato, se lui o i suoi genitori, Gesù afferma chiaramente: “fin che sono nel mondo, sono la luce del mondo” (Giov., 9,5). In precedenza in una discussione con i Giudei aveva affermato: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della via” (Giov., 8,12).

Queste affermazioni introducono il miracolo operato da Gesù  dopo alcuni gesti compiuti sul cieco nato e dopo il lavaggio degli occhi del cieco alla piscina di Siloe. Segue  un’autocertificazione di Gesù come Messia (“colui che parla con te”), analoga a quella che aveva dato alla donna di Samaria. Gesù fa anche un’affermazione sconcertante e accusatoria per i Giudei: dice di essere venuto per fare vedere quelli che non vedono, mentre quelli che credono di vedere diventano ciechi.

La contrapposizione fra luce e tenebre si può riconoscere  fra quelli che accolgono la luce di Cristo e quelli che la rifiutano. Se  ne parla nel Prologo del Vangelo di Giovanni (cap.1),  in cui si dice che il Logos, mediante il quale il mondo è stato creato e di cui porta la presenza,  non è stato riconosciuto dagli uomini nella creazione. Una chiusura che è tenebra e continua nel tempo.

Ma quando e dove si possono riconoscere tenebre nell’umanità?

Ci aiuta S.Paolo nel I capitolo della lettera ai Romani quando descrive una umanità corrotta, che si è allontanata da Dio, si è pervertita, cambiando la gloria di Dio incorruttibile con immagini di uomini mortali, di uccelli, di quadrupedi, di rettili, e aggiunge ”una umanità che ha cambiato la verità di Dio con la menzogna”, “si sono perduti in vane elucubrazioni e la loro mente insensata si trovò immersa nelle tenebre…”, “lasciandosi andare a comportamenti contro natura…”

Menzogna, impurità, falsità, violenze, disgregazione della famiglia, giustificati da una libertà senza limiti dell’uomo, arbitro assoluto del proprio destino, fattosi autonomo da Dio e dalla natura. Un quadro realistico che ritroviamo in molte espressioni della cultura e della società di oggi.

La nostra società è segnata da un oscuramento dei valori della creazione, dell’umanità dell’uomo, da una situazione di tenebre, causata dall’assolutizzazione della libertà individuale, quasi una idolatria, con la pretesa di vedere giusto, come avveniva per i Giudei che discutevano con Gesù.

Il nostro tempo continua ad essere segnato, nella cultura e nei rapporti sociali, dal contrasto fra tenebre e luce di cui parla il Prologo del Vangelo di Giovanni. Le oscurità si accrescono nelle vicende che stiamo vivendo e per il futuro che ci attende. Occorre ritornare alla sorgente della luce, lasciarsi illuminare da Gesù Cristo, luce del mondo e modello dell’uomo: “E’ Gesù che svela pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione”, ricorda il Concilio (G.S. 22).  Anche per il dopocoronavirus, perché non sarà tutto come prima.(don Fiorenzo)

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MATERIALE UTILE

Preghiera-in-Famiglia-IV

  1. Scheda IV domenica di quaresima/A per i grandi – Scarica pdf

  2. Scheda IV domenica di quaresima/A per i piccoli – Scarica pdf

  3. Schema di preghiera domestica A – scarica pdf

  4. Schema di preghiera domestica B – scarica pdf

  5. Video vangelo per bambini (IV domenica quaresima/A: il cieco nato) – VEDI

  6. IV domenica di quaresima/A – Video con il dipinto di Arcabas: CREDO, Signore!  VEDI

  7.  Scheda IV domenica di quaresima/A: CREDO, Signore!  Scarica pdf

quaresima

 

  • Messaggio Papa Francesco quaresima 2020

  • Celebrare e pregare in tempo di epidemia  (sussidio per la preghiera in famiglia)

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    San-Michele-Arcangelo-origine-del-culto

    PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO (nostro co-patrono)

    O glorioso e potente San Michele Arcangelo, il cui nome significa “Chi come Dio?”,

    tu, dal Sommo Bene, sei stato prescelto fra i suoi servitori fedeli,

    come la guida di chi si oppone al Male, alla Malvagità e al Maligno,

    proteggi, in questi giorni di sofferenza, tutti gli uomini e coloro che a te si rivolgono,

    indica loro il volto misericordioso di Dio.

    Sostienici nel cammino e ascolta le nostre invocazioni.

    Vigila su di noi, aiutaci nella nostra fragilità e impotenza,

    non permettere che veniamo meno, riguarda, in particolare, i malati e i loro familiari, i medici, gli infermieri

    e chi è chiamato a decidere del bene di tutti.

    San Michele Arcangelo, abbrevia questi giorni di prova,

    fa che, presto, le strade e le piazze delle nostre città e paesi, oggi, così vuote, silenziose e tristi ritornino ad animarsi.

    Ottienici di diventare più buoni, ossia, di appartenere di più a Dio,

    la sorgente di ogni bene, di ogni verità e riconciliazione.

    San Michele Arcangelo, prega per noi!

    + Francesco Moraglia, (Patriarca di Venezia)

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Preghiera per chi ha subito lutti a causa del COVID 19

covid-lutti_preghiera

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Preghiera di affidamento

custodiscimi

 

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